Forse quello che hanno pensato è che questa valle, che si chiama Susa, si chiamasse così perché si può usare, come se fosse in qualche modo a disposizione.
Ma così non è, anzi, pare proprio che non lo sia soprattutto per chi ci vive.
E qui nasce il problema.
Può lo Stato delle Cose decidere che una valle sia fondamentale per fare evolvere un paese e congiungerlo all'Europa? Può, dicevo, uno Stato, decidere che una linea ferroviaria debba passare in una valle e in questo modo sia obbligato a sbattersene totalmente dei suoi abitanti, che tutti tutti scemi e ignoranti non saranno?
Se è uno Stato delle Cose e non delle Persone può, e appunto. Punto.
Può sì. Anzi, deve! Perché vuole i finanziamenti europei e le parole innovazione e passante fanno più breccia nella gente di quanto non facciano i lunghi giri, i discorsi, che servono a motivare il No dei noTAV.
E con quei finanziamenti ci mangiano in tanti. Da una parte e dall'altra delle alpi. E quelli che mangiano sono anche quelli che controllano il potere e se controlli un po' il potere, ci vuol poco per far pensare alla maggioranza che quella della val di susa sia una valle di montanari rincoglioniti che rompe i coglioni.
Il no dei noTav è un no che ha già perso in partenza la battaglia della comunicazione.
Un no sconfitto e inefficace per tutti quelli che non hanno più la forza di prendersi il tempo, di entrare nei dettagli, di ascoltare parlare anche chi è noioso perché in realtà la val di susa non ci interessa perché non ci viviamo e allora va bene schierarsi dalla parte che ci tranquillizza più in fretta. Più democratica. Meno arretrata. Più in linea con la forza di maggioranza, che noi non siam mica di quelli... noi siam fattivi ...
O ragazzi....siam mica qui a mettere i pesi agli elefanti.
Però oggi, che è una cosa di quelle che io un po' l'ho già vista e mi prudono subito le mani, oggi, dicevo, che tutti lo sapevano che in Val di Susa ci sarebbero andati in tanti, oggi sono arrivati i Black Bloc.
E allora, visto che a pensar male ci vuole poco, io mi son ricordato che i black bloc si possono pensare in due modi:
il primo, che è un può quello che va bene per le famigliole e gli anziani ed è un titolo da Resto del Carlino, che tranquillizza come tranquillizza una lavagna buoni e cattivi:
- quando ci sono i black bloc c'è molta polizia.
ma visto che tutte le volte le notizie le danno così: "a sorpresa arrivano i black bloc..." oppure: "spuntano i black bloc tra i manifestanti" a me mi vien da pensare che i black bloc non siano mai attesi e che quindi sarebbe impossibile mandare tanta polizia sapendo da prima che ci saranno loro, i cattivi più cattivi del mondo.
E allora quella frase mi basta girarla:
- quando c'è tanta polizia, ci sono i black bloc
...be', potrebbe suonare strana. Almeno quanto suonava strano a Genova vedere parlare i black bloc con i commissari di polizia, vederli muoversi compatti e organizzati come delle squadre militari etc. etc.
E tutte le volte, ancora più strano, i black bloc saltan fuori quando ci sono in ballo questioni europee.
Io non lo so. A me sembra anche giusto che della gente che è cresciuta in una valle, che l'ha abitata facendola vivere, che l'ha amministrata, che ha pagato tasse, lavorato e fatto tutto quello che deve fare un cittadino in uno Stato per essere considerato (anche dagli altri cittadini) tale, a me sembra giusto che possa decidere sì o no su un tema così.
Che a dire la verità ci sono altre priorità rispetto alla Tav. Oppure no?
Che se proprio vogliam usare i treni magari ci facciamo una ragionata e un po' di investimento non solo in val di Susa?
Bon.
PS: a volte mi vien da pensare alla caraffa Brita. Che una società di Torino ha detto che l'acqua della Brita è cancerogena. E allora io mi son preoccupato, perché la caraffa Brita io la uso tutti i giorni.
E ho guardato su internet. Ma tutti, tutti in giro mi dicevano: merda...hai la brita? hai letto? è cancerogena.
E su internet, mentre penso al fatto che prima di usarla mi ero letto il manuale, su internet, leggo che lo studio sulla caraffa Brita l'ha finanziato il consorzio Acque Minerali Italia.
Ma dai?
LA Brita ha ufficialmente risposto così: noi abbiamo 2 certificazioni dei ministeri degli ambienti di due paesi che non sono l'Italia.
E allora a tutti quelli che han saputo della Brita cancerogena gli vorrei chiedere: ok, questa è una notizia, ma perché l'hai avuta? Dove l'hai letta? Perché l'hanno pubblicata? Perché qualcuno ha spinto perché tu sapessi arrivassi a saperlo?
Già...
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