Forse sì.
Oggi mi è capitato di dare un'occhiata a questo sito:
www.losbarco.org
e cliccare rapidamente su questo video:
perché? be' perché Lella Costa è un bene primario di cui la mia idea di paese non può fare a meno ......
Vorrei capire....xDio, vorrei capire!
è vero quello che si dice alla fine del loro manifesto?? è vero che la cultura e l'arte sono i punti più alti del genere umano? o ci piace crederlo?
è su questo che mi arrovello....a volte. Mi chiedo:
non è che chi fa/crede di fare arte/cultura si sente in diritto di pensare di essere il portavoce del punto più alto del genere umano? e soprattutto
C'è una vera verità in questo ? condividendo anche a pieno il concetto tale per cui le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria.
Se la rivoluzione è nella verità allora la vera verità andrebbe sempre detta per non immobilizzare un paese.
E allora perché tanti di noi si arrabbiano o pensano sia sbagliato dire la vera verità su alcune questioni trite e ritrite in questo paese. Parafrasando in breve sunto il pinocchio collaudato di Collodi. Chi non dice la verità è un burattino.....ma allora:
Perché non possiamo dire cose impopolari e che destabilizzano un'intera classe politica ? Perché dobbiamo scegliere mali minori? Perché dobbiamo accettare di essere trascinati nel baratro della stupidità, dalla stupidità?
Oppure:
chi non fa arte e non fa cultura non fa parte del punto più alto del genere umano?
cos'è arte ? cos'è cultura?
Chi fa ricerca cosa fa? Cultura direi.....e alla grande.
E chi lavora in miniera? che umanità è? ....eccheccazzo di discorsi complicati da affrontare.
Ma ecco qui un passaggio che mi piace:
chi salirà sulla nave:
Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.
Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio.
mi chiedo:
bombardati , affannati, stressati, costantemente stimolati e obbligati a fare e muoversi e postare e taggare e craccare e cagare ....possiamo sviluppare e mantenere la stessa lucidità, lo stesso senso critico, la stessa capacità di giudizio e di sguardo largo, di osservazione a bocce ferme ....che abbiamo da adolescenti, da studenti, quando tutto il tempo è dedicato a tutto il tempo?
Possiamo guardare al mondo inteso come mondo e non come nostro mondo ?
e se non c'è il tempo di avere tempo, non è forse quella del tempo l'unica lotta da combattere per fare resistenza a un mondo incentrato sul mercato che riduce i tempi morti che sono poi gli unici tempi vivi?
quasi quasi mi prendo il tempo di fare questa traversata in nave, che è mezzo antico, mezzo lento, mezzo da povero ma che val ben più di un mezzo e finisce per dar forma ad un totale interessante.
chiudo con una canzone che ho sempre amato: