lunedì 28 settembre 2009

La matematica non è un opinione. P2 + P36


tratto dal film idiocracy --> forse ci andrebbe meglio


Eh, beh
effettivamente uno dice, beh non starai esagerando?
Or ora però mi giunge, grazie mail del buon Alessio, un video che ha rischiato fortemente di testare la temperatura di innesco della mia autocombustione.
Avevo pensato di postare il video ma poi mi son detto: ma anche no! Se lo volete proprio vedere, ve lo cercate.

Il video propone, tenetevi forte:
mamme mettete a letto i bambini
anziani sedetevi
anziani alzatevi
anziani sedetevi (la ginnastica fa sempre bene)
bambini.. ma non dovreste essere già a letto?
Mamme rileggete la prima riga!
Deboli di cuore rincuoratevi (d'altra parte)
per tutti gli altri aprite bene le orecchie (le vostre, che non vorrei delle reazioni alla Dexter ndr.).

C'è un video che promuove la candidatura a premio Nobel per la Pace di Silvio Berlusconi.
oh, Gesù..anzi appelliamoci a qualcuno di esistente e sicuramente paranormale, oh Pelù (che suona circa uguale, anzi forse lui suona meglio).

GIURO, ma c'è anche un sito.. non vi preoccupate, potete fare delle donazioni se volete.

Fine della news in stile Ultime Notizie.

a me non dispiace questa idea a dire la verità
Facciamo così:
ma perché non dare il premio per la fisica a heather brooks?
ha rivoluzionato sicuramente le teorie sui fluidi,
ha violato il concetto di spazio tempo e spazio tampone, ha messo bocca su parecchi argomenti ed è andanta fino in fondo.

dato che il premio per l'economia a Brunetta volevano già darlo, come ammette candidamente Mr. "Le dimensioni contano pare proprio di sì".


Beh, peccato che il Nobel per la matematica non ci sia perché altrimenti mi candiderei.
Un'equazione semplice, la cui spiegazione mi illumina di gioia.
A volte ho un pallino su Silvio, ed è quando ho questo pallino, piccolo ma intenso, che lo fisso in mezzo agli occhi e Bum! - svanita la visione -
Però è un'immagine che da' pace.
mi chiedo, ma i buoni vecchi Bravi Ragazzi dove sono finiti?
Non parlo di quei Bravi Ragazzi a cui hanno attribuito cose - vabbé ciò che è Stato è Stato - parlo di quelli che.... quelli che... se fosse una trasmissione la chiamerei: quelli che il Curcio.

ah, cazzo, dimentico che non si possono dire certe cose.
Quali cose?
Cosa?
Dire? Fare? Lettere? Testamento?
P2 + P36
P2 + P36
LA P2 la mette lui
Il resto lo metto io

ed è buffo che nei numeri ci siano tante cose: un esempio?

Articolo 36


Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

mah, mi sa che il concetto di Famiglia non sia lo stesso per me e per lui.

giovedì 17 settembre 2009

Perché






Ho fatto un sogno. Nel sogno spiegavo il perché, il per come, il cosa mi ha spinto a realizzare “c’è posta per Dio!”, evidentemente i sogni sono desideri perché, sempre nel sogno, immaginavo di pubblicare su Internet un’intervista rilasciata niente po’ po’ di meno che a Mike Bongiorno.
D’altra parte essendo “c’è posta per Dio!”, la cosa mi è sembrata anche abbastanza logica…
Aggiungo una piccola premessa. Nei miei sogni il mio ego pompa a mille e parla senza freni inibitori con un tono carico, decisamente carico… e molto sicuro di sé. Vi avverto perché la cosa, alla lunga, disturba un peletto anche me.
Comunque ecco qua.


Mike: “ahi ahi ahi” Originalone il mio sogno! Niente luoghi comuni, niente frasi sentite e risentite…. Un Mike anomalo!
“ma non trova … eh?.... che questo programma sia offensivo e volgare? Qui si offende un defunto per colpire una figura di spicco della politica Italiana, è vero? Mi  dica….su … avanti.”

A: “beh, intanto ciao Mike. Mi fa molto piacere parlare con te!
Lasciami subito dire che ti ringrazio per la domanda, una domanda che tutti” vi avevo avvertito che è fastidioso “tutti dicevo…e non mi interrompere – se è dialogo è dialogo altrimenti fai il narratore omniscente e non rompere il cazzo – dov’eravamo? Ah ecco, tutti mi pongono questa domanda che, devo dirti molto francamente, io non  capisco.
Silvio, così si chiama il protagonista della trasmissione, offende la madre dandole della prostituta, della troia – e voi sapete ” ma voi chi? “che non amo i mezzi termini. Comunque, questi due nomi sono stati scelti a caso.”

Mike: “eh, però il notaio mi dice che questi nomi corrispondono a …. Hai dieci secondi per rispondermi….”
A: “sì sì, certo, non mi è sfuggita la corrispondenza Signora Rosa – Silvio ma, come ti dicevo, non mi pare che si possa dire Quel Silvio e Quella Signora Rosa. In realtà, sono nomi abbastanza comuni.
Ecco, viceversa se mi chiedi se penso che sia sbagliato offendere un potente, dandogli del figlio di troia, o meglio, se mi chiedi se potrei mai dire “Berlusconi figlio di troia”, ti dico già di no, non è sbagliato ma non è il mio obiettivo.
Quindi, riassumendo, Silvio figlio di troia sì, ma non si tratta di lui.
Per curiosità , cos’hai scritto su quegli appunti?
Mike:”ho scritto: signora Rosa - no troia - Silvio - figlio di puttana”
A:” beh, magari dai un’ascoltatina anche all’intervista che a dire la verità non mi sembri in formissima anzi, mi sembri più di la che di qua.”

Stop alla gag di Mike. Perché in realtà non è sincera. Non lo sono stato neanche in sogno. Ho cercato - e mi viene da chiedermi perché - di proteggermi.
E’ faticoso motivare il perché si offende. Non si da della troia alla mamma neanche del tuo peggior nemico. Un po’ come non si fa di intervistare un immigrato morto di nome Mike Bongiorno. D’altra parte è l’unico di cui sappiamo il nome, da dove viene e che vita aveva. Sappiamo pure il nome della moglie: Daniela. Degli altri immigrati morti non penso ce ne freghi davvero qualcosa.
È che mi sono rotto il cazzo.
Mi sono rotto i coglioni dell’estetica, dell’aspetto, del bigottismo con cui viene bandito a priori tutto ciò che ci appare diverso. E vale per tutto, anche per un testo.  E sapete perché? Perché non si va mai oltre, oltre la facciata, mai oltre ciò che si vede,  nella ricerca faticosa della ricerca e della fatica di ricercare (ripetere a piacere).
Se io offendo non ho ragione. Ah sì? Allora sto cazzo e il culo che ti strapazzo.
Se io non tengo a mente, non prendo in considerazione…. Basta!
Siamo circondati da persone che hanno un aspetto, una facciata che può sembrare presentabile e dentro c’è solo merda, cattiveria, mafia, p2, massoneria, potere, controllo, ingiustizia, schiavismo, sfruttamento.
Basta.
C’è  gente che lavora e vive, solo per questa facciata, per il consenso, per l’immagine pubblica. Gente che si soddisfa e si appaga di ciò che appare. Appare e pare proprio di sì.
Sono protetti dai luoghi comuni, dal si dice, dal non si deve, dal non sta’ bene - se non sta bene curiamolo - dal non si fa, non è questo il modo, non è democratico.
E allora mi viene in mente che se viviamo in un mondo così in mano a pochi ricchi e spietati, vuoti, stupidi, squallidi personaggi - che però sanno apparire e sanno proteggersi – potremmo fare una rivoluzione dello squallore.
Semplifichiamo: come sarebbe un incontro tra

APPARENZA ESTETICA- MERDA INTERIORE  
VS.
SQUALLORE BECERO - PENSIERO E SOLIDARIETA’

Faccio un esempio:  una manifestazione di uomini coperti di sperma che si masturbano e corrono verso dei celerini lanciando secchiate di liquido seminale?
Che schifo?
Ma ve li immaginate quei poveri ragazzi della celere dover andare contro alle loro omofobie, al loro senso del buongusto, del ribrezzo, del pulito, del sano, del comprensibile? Perché no, magari questa volta entriamo nella zona rossa.
E poi, prendere una manganellata che scivola sullo sperma,  schizzando il collo dell’agente di turno, mi sembra faccia già meno male.
Deve essere anche difficile immobilizzarci dato che se ci tocchi, sfuggiamo come anguille.
E se ti devono salire sopra in sei… e magari è tanto che non tornano a casa e non si sfogano, finiscono per passare da omofobia a omofilia in un attimo.
Ah, scusate!
Non si parla di sperma? No?  Eppure ne parlano anche a Quark…
Volete forse dirmi che esiste uno sperma buono e uno sperma cattivo?
Mi piace il vostro modo di ragionare… ma certe cose, mi dicono, sono difficili da mandare giù.
E qui parlo del capire perché non posso offendere chi mi inganna, chi dice e smentisce, chi è protetto.
I potenti, coloro che da sempre controllano che si resti tutti con la testa bassa, nel nostro recinto, a produrre e riprodurre per loro.
Siamo forza lavoro.
Berlusconi volge al termine, ma sarà tutto uguale, non cambia la sostanza, c’è bisogno di vedere ciò che non si vede, di cercare ciò che forse non si può trovare, di agire non per l’avere ma per l’essere.
Ed è fatica, inutile, insoddisfacente, senza risultato sicuro, senza la certezza della tranquillità del vivere come ci è stato insegnato.
C’è da imparare sempre e non arrivare mai. C’è da non sedersi e riposarci perché sentiamo il peso del poter scegliere, sapendo che la maggioranza di noi, in senso planetario, non può. C’è da sentirsi schiavi ma fortunati perché abbiamo tutti i mezzi per potercene accorgere. C’è da parlare fra di noi, sì, ma di noi, del cosa sentiamo e del cosa proviamo.
E allora non contano più tante cose.
Non ci sono tabù ne zigulì.
Non è "sbagliaita" una barzelletta sugli ebrei, perché anche se dico “ehi, ti brucia la shoah?” questo non vuol dire che dentro di me io non mi renda conto di cosa abbia significato, che non si provi rispetto, che non si comprenda il dramma.
Se ti fermi al fastidio e al non capire, se non cogli il tono, l’esorcizzare, perché non chiedi? Perché non parliamo non ci confrontiamo?
Il non avere le stesse opinioni ci impedisce di convivere?
Sono i fatti che contano, le parole non fanno male, non hanno un verso e se ce l’hanno, sono poesie.
E se bestemmio non vuol dire che non rispetti la spiritualità, che non la cerchi.
E allora giù la maschera del perbenismo: viviamo in un mondo in cui ci lasciamo trasportare dagli eventi.
Ec-citando: “facciamo lavori che odiamo” o anche no.. ma sicuramente li facciamo “per comprare cazzate che non ci servono”, sempre citando “siamo un virus, un’infezione estesa”, sempre citando “viviamo in un mondo in cui i comici riempiono i teatri, i giornali sono pieni di tette e di titoli sempre più grandi per nascondere la mancanza di una notizia”.
E allora diciamolo: che Mike Bongiorno può anche starci sui coglioni! Ma anche no. Ma dovrebbe esserci sete di notizie più importanti, di riempirsi di cose più urgenti perché ne siamo capaci, nel senso contenitore. Perché siamo capienti.
E  non voglio parlare solo di Silvio, del suo essere un omino spregevole e disonesto, che ha creato un impero usando soldi di non si sa chi, che ha avuto e ha collusioni con tutto ciò che rappresenta “il male”, che ha potuto arricchirsi grazie ad amicizie con i potenti, che è un porco, un cantante squallido intrattenitore da night club, che è laido e viscido, bugiardo, che è il sogno nel cassetto di Licio Gelli.
Non è Silvio il problema, non quel Silvio.
Come diceva Montanelli: “non ho paura di Berlusconi in sé ma di Berlusconi in me”.
Non ci sono soluzioni semplici, non arriverà qualcuno a cui potremo delegare la gestione della nostra vita perché farlo vorrebbe dire implicitamente rinunciare al nostro status di esseri umani e relegarci a una schiavitù consapevole o inconsapevole, non necessariamente spiacevole, ma sempre schiavitù. E la soluzione non è essere onesti,  produrre, pagare le tasse. Non solo.

Diffidiamo dall’uguale e dall’homo-logo.