ci sono una serie di considerazioni che vanno fatte.
La prima è che sicuramente il problema non è lui. Ma che ha rotto i coglioni questo bisognerà ricordarsi di ricordarlo perché sarei un po' stanco di girarci attorno...e per forza. Per una sorta di obbligo che impone il fuggire argomenti noiosi e trattati allo sfinimento.
C'è poi il fatto secondario che non solo ha rotto i coglioni, ha fatto quello che ha fatto negli ultimi troppi anni a partire da una fortuna le cui radici affondano nel: boh, mah....
E però, ricordiamoci le nostre certezze documentate ma dimenticate: P2, corruzione, mafia l'indubbio controllo degli organi di informazione e formazione.
Ma passiamo oltre...non sono né la persona giusta, né voglio unirmi a quelli che hanno la voglia e le capacità di riepilogare. Basterebbe poi la risposta alla domanda: chi è, perché è lì e come ha fatto ad arrivarci.
Andiamo oltre dicevo.
La seconda è la parola parodia e il suo perdere di significato ogni giorno che passa.
I toni accesi, volgari, tipici della fiction, sono entrati nei filmati di Repubblica.it e altri siti, nei TG di ogni rete, negli articoli di giornale. E il vero problema è che Full Metal Jacket è buona fiction, questa - quella di cui parliamo - non lo è, assolutamente. Ma proprio no.
Per raccontare abbastanza fedelmente il livello di stupidità, di vuotezza, di leccaculismo e cameratismo maschilista e becero con cui stiamo riempendo ogni spazio di comunicazione ho usato il monologo iniziale di full metal jacket. Ho cambiato meno del 10% delle parole.
Del resto, cosa c'è di più stupido di un corso di marines? Ma scusate, in quale altro posto un essere umano potrebbe esssere privato della propria identità diventando nient'altro che un pezzo di carne?
Riposta: in Italia, nei palazzi del potere.
E non parliamo di marines che si offrono volontari per andare in guerra ma di ragazze che si offrono di sollazzare un vecchio, grinzoso, dal noto cattivo gusto e dalle fattezze ormai simili a quelle di Yogurt in Balle Spaziali.
E qui c'è un problema che va oltre il reato (dovevamo cercare un altro reato? davvero?).
Qui c'è qualcosa che non è accettabile ed è: ma di cosa stiamo parlando?
Cosa devo sentire quando torno a casa dal lavoro, quando accendo la TV, quando vado dal barbiere o bevo un caffé alla machinetta con i colleghi?
Quanto entra nella vita delle persone tutto questo cattivo gusto? Quanto le cambia? Quanto le svuota...
Provo a dire? Tantissimo.
E sono anni che si va avanti così.
Un pensiero unico che pensiero non è. Un non pensiero unico.
La soluzione?
Boh...diventare esigenti ed elevare il nostro gusto personale?
Mah.
Per farlo dovremmo aprirci ad altro e andarcelo a cercare. Per farlo dovremmo farci piacere un'alternativa...
Ma se una realtà che fa della messa in scena il suo centro non si sa mettere in scena, come pubblico avremmo il dovere di selezionarla. O no?
Perché se è spettacolo che almeno sia fatto con criteri adatti allo spettacolo. A quello vero.
Non l'avanspettacolo. Non il bagaglino. E dai!
Esigere altro.
Però, some si fa ad esigere altro?
Ed ecco spiegato il monologo di Quinto Potere.
Io non lo so come. Ma mi piacerebbe che quantomeno ci si incazzasse riconoscendo: io voglio di più, cazzo. Me lo merito. Non mi obbligherete a sopportarvi. A sopportare tutto questo.
Punto.
Ci sono altre vite, altre bellezze, altre idee che non sono mai citate, ci sono altre forme per raccontare. Più interessanti? E chi lo sa. Però è probabile...non trovate?
Dal punto di vista personale ci tengo a dire questo: a volte vale la pena provarsi.
E se poi non costa tanto, se non è pericoloso, se non è complicato.
Si può provare no? Tanto, cosa si rischia di perdere?
Perdere il tempo che usiamo per guardare il TG1? Che usiamo per la TV, per certo cinema, per certa musica?
Quello di cui parlo si può fare mentre siamo con altri.
Ed è un modo - quello che preferisco - per sviluppare una sensibilità diversa su un tema molto centrale: intrattenimento.
Tutta la TV intrattiene. A partire dai TG.
Intrattiene Striscia la Notizia. Intrattiene Paolini parlando di Aktion T4. Intrattiene il DVD che ti scarichi, la tua serie preferita.
Tu quale scegli?
Risposta: scelgo quello che mi piace di più...
E come lo decidi? Lo decidi in base alle informazioni che hai. O che trovi (se sei un po' attivo, se sai dove cercare, se hai tempo di farlo). O lo stato d'animo in cui sei.
Ma come lo creano tutto questo intrattenimento? Che meccanismi usano?
Non ho intenzione di rispondere a questa domanda.
Preferisco rilanciare.
E se provassimo a raccontare storie, ad intrattenerci, inventare favole, raccontare aneddoti e renderli interessanti. Al caffé, alla sera in famiglia... quando capita.
Difficile? Può essere. Ma ho idea che si migliori in fretta e che sia divertente...
L'effetto immediato potrebbe essere un'avversione verso chi le storie le racconta male, verso chi copia o ripropone sempre la stessa minestra, verso l'assoluta mancanza di fantasia.
Un odio verso i pruriti, i bigotti, le mentalità chiuse e i divieti di pensiero.
La volgarità non ha a che fare con il volgare.
La mancanza di fantasia è quello che offende davvero.
Dopo essermi masturbato ho sempre una specie di blackout. Una piccola amnesia.
Stavo rovistando nella merda senza ricordare perché ne cosa stessi cercando. Scostai la carta igienica con pallini rossa comprata al supermercato, quella spessa e che facilita un lavoro pulito, poi iniziai a sezionare la salsiccia marrone. Le dita affondavano nella materia calda come fosse il bozzolo di una farfalla.
D'un tratto apparve la punta di quello che poteva sembrare un foglio di carta arrotolato.
Lo sfilai lentamente, lo portai all'altezza dello scarico e tirai lo sciacquone.
Appiattendolo con le mani lo stesi sulla ciambella ancora tiepida.
C'era scritto: ti prego, dimmi che non mi hai recuperato.
La morale è: meglio essere lucidi e non intrattenersi troppo o si rischia di fare cose stupide e ritrovarsi nella merda.



